Tecniche Neuromarketing

Se stai pensando che il neuromarketing è un ramo riservato solo agli scienziati, agli psicologi e agli esperti del cervello umano sei in grande errore. Nel corso degli ultimi 20 anni il marketing ha subito una profonda e radicale evoluzione legata soprattutto alla nascita del web e le sue successive implicazioni. La rivoluzione digitale sta mutando sempre di più le strategie di business e, in particolare, le relazioni tra aziende e clienti, rendendo sempre più indispensabile ascoltare i consumatori ma soprattutto comprendere quali sono i loro bisogni, le loro aspettative e i loro desideri.

È proprio qui che entra in gioco il neuromarketing: andando a fondo nelle relazioni inconsce, che stanno alla base del comportamento dei consumatori, questa scienza riesce a trasformare le esigenze mutevoli dei consumatori in opportunità vantaggiose. Il neuromarketing permette infatti di comprendere quali sono i meccanismi di decisione d’acquisto dei prodotti, chiarendo le due domande fondamentali: “Cosa spinge i consumatori all’acquisto?” “Perché i consumatori acquistano?”.

Riuscire a rispondere a queste domande porta numerosi vantaggi al tuo business in ogni momento della custumer jorney, permette di capire come intercettare i clienti, come stimolare la domanda latente e più in generale come comunicare con loro.
Il grande beneficio del neuromarketing è raccogliere dati, attraverso l’analisi del comportamento dei clienti, per comprendere il processo celebrale che scatta in relazione a un acquisto e tramutarlo quindi in tecniche di marketing e persuasione volte ad incrementare le vendite.

A guidare le nostre decisioni, le nostre azioni e i nostri comportamenti sono gli stimoli che vengono recepiti dal nostro cervello primitivo (sezione celebrale riservata alle emozioni e ai desideri). Il neuromarketing fa leva proprio su questi stimoli per influenzare il nostro comportamento e generare messaggi persuasivi efficaci.

Attenzione! Quando parliamo di neuromarketing è importante ricordare che il cervello umano è programmato per limitare la fatica e prendere decisioni semplici e rapide, quindi è necessario attivarlo attraverso gli stimoli.

Vediamo ora le 6 tecniche di neuromarketing da ricordare, siete pronti?

STIMOLO PERSONALE

Come abbiamo anticipato prima, sono gli stimoli a fare la differenza. Il primo da tenere in considerazione è lo stimolo personale: infatti il nostro essere “umani” implica la presenza di un lato egocentrico che ci porta a rispondere, prima di tutto, alle nostre esigenze personali.
Di fronte a queste CTA, da quale ti senti più attratto?

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La prima CTA è più convincente vero? Questo perché inconsciamente siamo più attratti dai messaggi che si rivolgono a noi direttamente e che rispondono alle nostre esigenze.
Come abbiamo detto prima è importante attivare il cervello attraverso gli stimoli, in particolare quello personale serve a svegliare il potenziale cliente e a sollecitare il pensiero che il tuo messaggio si rivolga proprio a lui, ai suoi bisogni, ai suoi desideri e alle sue aspettative.
Quando decidi di utilizzare questa tecnica ricorda sempre che al centro del messaggio deve esserci il tuo potenziale cliente!

STIMOLO CONFRONTABILE

Quando ci troviamo a dover scegliere tra due opzioni in contrasto tra loro ci sentiamo più a nostro agio, sembra strano vero? Tuttavia, il nostro cervello funziona così. Caldo/freddo, prima/dopo, mare/montagna sono tutti contrasti che facilitano le nostre decisioni e le rendono meno rischiose.

Se vuoi sfruttare questa tecnica nella tua strategia di marketing, puoi (per esempio) confrontare il tuo brand con quello di un competitor, facilitando così la scelta al tuo potenziale cliente. Tieni ben a mente che, se decidi di andare in questa direzione, dovrai evidenziare gli elementi distintivi che differenziano il tuo messaggio da quello della concorrenza!

Quindi, per sfruttare in modo performante questa tecnica di neuromarketing ricorda che oltre mettere a confronto la tua realtà/prodotto/ idea con i competitors devi anche evidenziare i tuoi caratteri distintivi.

STIMOLO TANGIBILE

Come anticipato all’inizio dell’articolo, il nostro cervello è programmato per limitare la fatica, per questo motivo è sempre alla ricerca di ciò che è familiare, facilmente riconoscibile, semplice, concreto e che (appunto) non richiede grandi sforzi. Per questo motivo devi rendere il tuo messaggio il più persuasivo e semplice possibile, devi parlare di cose concrete e tangibili.

Ricordati sempre che è molto più facile rendere complessa una cosa semplice ma semplificare una cosa complessa non lo è affatto!

STIMOLO MEMORABILE

Un’altra caratteristica del nostro cervello è che non è propenso a ricordare, possiamo sforzarci e allenarlo affinché si memorizzino più concetti possibili, tuttavia il cervello – soprattutto il cervello primitivo – memorizza ben poco, per questo motivo quel poco deve essere incisivo affinché porti ad una decisione.

Se vuoi applicare questa tecnica devi elaborare un messaggio breve e convincente, che incorpori il claim del tuo brand; puoi decidere di trasmettere il tuo messaggio anche sotto forma di storia, infatti il cervello primitivo lo apprezza particolarmente.

STIMOLO EMOTIVO

Abbiamo visto che tutto ciò che vediamo e ci circonda influenza il nostro comportamento e le nostre scelte, tuttavia anche le emozioni giocano un ruolo fondamentale nel processo decisionale delle persone.

Le emozioni, infatti, creano eventi chimici nel nostro corpo che influenzano direttamente il nostro modo di comportarci, di prendere decisioni e di elaborare e memorizzare le informazioni. Il messaggio deve arrivare al “cuore” del tuo potenziale cliente e suscitare emozioni, positive o negative che siano, in base al contesto e alle caratteristiche del messaggio stesso.

Abbatti gli stereotipi con gli archetipi

Abbiamo visto le 6 tecniche di neuromarketing e come si utilizzano, tuttavia è importante ricordare che, per applicarle correttamente, è fondamentale non farsi influenzare dagli stereotipi, ovvero l’insieme di tutte quelle “credenze collettive” condivise da più persone in una comunità, perché per quanto gli stereotipi possano semplificare l’elaborazione di alcune informazioni, la generalizzazione e categorizzazione che ne conseguono rischiano di promuovere contenuti validi per tutti o per nessuno, trascurando quindi le caratteristiche di ogni singolo consumatore; inoltre facendosi guidare dagli stereotipi, si rischia di non differenziare le caratteristiche del proprio brand andando a confondersi con categorie già esistenti.


Probabilmente ora ti starai chiedendo come riuscire ad abbattere gli stereotipi (spesso fortemente radicati dentro di noi) per riuscire a rendere più performante e creativa la tua strategia di marketing applicando le 6 tecniche di neuromarketing che abbiamo visto all’inizio di questo articolo: la risposta sono gli archetipi!
Se ti interessa l’argomento puoi approfondirlo leggendo il nostro articolo: “come il neuromarketing può aiutarti nella scrittura dei tuoi contenuti”.


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