Cosa è la SEO

Sapevi che ogni giorno vengono effettuate 3,5 miliardi di ricerche su Google? Numeri da capogiro, basti pensare che su internet si possono trovare “soltanto” 1,8 miliardi di siti web.  (fonti: TeamSystem, Worldometer).

Come puoi sperare di farti notare dai tuoi futuri clienti in questa giungla informatica? La soluzione a questo problema prende il nome di SEO.

Si tratta di una tecnica strategica che ha l’obiettivo di migliorare il posizionamento del tuo dominio all’interno dei risultati del motore di ricerca (SERP). In parole povere ti permette di scalare le classifiche e farti notare da chi cercherà argomenti correlati al tuo business.

Ma come funziona la SEO? In che cosa consiste? Quanto può incidere sulla tua attività? Questo articolo ti aiuterà a rispondere a queste e a tante altre domande, rendendoti consapevole di tutte le dinamiche che riguardano il posizionamento sul motore di ricerca.

Sei pronto? Cominciamo!

Che cos’è la SEO?

La SEO (Search Engine Optimization) sono tutte quelle attività che hanno lo scopo di migliorare la scansione, l’indicizzazione e il posizionamento di un contenuto presente su un sito web da parte dei motori di ricerca.

Per farti comprendere meglio questa definizione, analizziamo il significato di alcuni termini:

  • Scansione: l’intelligenza artificiale di Google scandaglia le varie pagine dei siti, così da comprenderne i contenuti e valutarne l’affidabilità.
  • Indicizzazione: dopo aver scansionato le informazioni del sito web, il motore di ricerca le immagazzina nel suo database. In pratica Google inserisce il nome del tuo dominio tra i suoi registri, classificandolo in base al suo contenuto.
  • Posizionamento: quanto l’utente digita un determinato argomento nella barra di ricerca, Google restituirà una serie di risultati, disponendoli in un ordine preciso. Il posizionamento è proprio l’inserimento di una pagina web tra questi risultati.

Tieni a mente che l’obiettivo di Google è quello di soddisfare gli utenti per incentivarli a continuare ad utilizzarlo. Quindi l’elemento chiave su cui basarti per strutturare il tuo sito web è proprio il consumatore. Dovrai pensare alle sue esigenze, i suoi problemi e i suoi obiettivi, realizzando i tuoi contenuti di conseguenza.

Tuttavia esiste anche una serie di aspetti tecnici da rispettare per “compiacere” il motore di ricerca stesso. Si tratta di oltre 200 fattori, i quali possono influenzare in vari modi l’algoritmo di Google. È importante che tu li conosca per avere maggiori probabilità di posizionarti nella parte alta dei risultati di ricerca.

Scopri come controllare il tuo posizionamento SEO

Breve storia della SEO

Una volta il posizionamento era più rapido e meno difficoltoso. Ti sarebbe bastato inserire ovunque la tua parola chiave all’interno del tuo sito, e ben presto avresti scalato le varie posizioni nei risultati di ricerca. Oggi invece non è più così. Quindi cos’è cambiato?

L’evento chiave che ha portato alla nascita e all’evoluzione della SEO è l’introduzione del PageRank, avvenuta negli anni duemila per opera di Google. Ma cos’è il PageRank? Si tratta di un algoritmo che ha il compito di valutare le pagine web per classificarle nei risultati di ricerca. Esso sfrutta formule matematiche per assegnare un punteggio ad ogni pagina, basandosi sulla sua rilevanza e sul numero di link esterni associati ad essa.

Oggi il PageRank si è evoluto ulteriormente e non è più l’unico elemento da considerare per posizionare il proprio sito web. Inoltre se prima i punteggi assegnati dall’algoritmo erano visibili a tutti, al giorno d’oggi Google li ha resi privati per non “facilitarci” troppo il lavoro.

L’evoluzione non è finita qui. Ti sei mai chiesto come abbia fatto Google a mantenere il primato di motore di ricerca più usato al mondo? La concorrenza c’era, ed anche forte, eppure nessuno è riuscito a stargli al passo. La risposta è l’aggiornamento.

Google aggiorna continuamente i suoi sistemi introducendo modifiche e accorgimenti che hanno l’obiettivo di perfezionare i suoi algoritmi. Questo garantisce all’utente la massima soddisfazione possibile e di conseguenza rinnova la sua fiducia in maniera costante.

Intorno al 2010 la SEO ebbe una forte battuta d’arresto che portò all’introduzione di Google Penguin e Google Panda, due algoritmi con lo scopo di valorizzare le informazioni di qualità e contrastare l’acquisto massivo di link. Nel 2013 fu la volta di Hummingbird, un sistema in grado di riconoscere le richieste dell’utente a livello semantico, slegandosi dalle semplici parole e cercando di comprendere il significato delle frasi.

Non pensare che Google si sia fermato qui! Almeno una volta all’anno vengono aggiunti nuovi elementi che si integrano a quelli vecchi e li potenziano, rendendo questo motore di ricerca una macchina perfetta che continua ad arricchire il suo potenziale.

La SEO senza Google

E gli altri motori di ricerca? Non temere, non sono spariti dalla circolazione. Detengono semplicemente una fetta molto minore di mercato, ma ciò non significa che tu debba ignorarli a priori. Devi sapere che la supremazia di Google non è globale, in determinati paesi questo colosso assume infatti un ruolo più marginale a favore di altri sistemi. La stessa cosa vale per prodotti e servizi: alcuni di essi possono essere venduti in modo molto più efficace su altri motori.

Ecco le principali alternative a Google e il loro ruolo all’interno del mercato:

  • Bing: in Europa non gode di grande popolarità, ma in America è molto utilizzato ed è secondo a livello globale per numero di utilizzatori (proprio dietro a Google)
  • Yandex: è il motore di ricerca più usato in Russia
  • Baidu: è il motore di ricerca più usato in Cina*INFOGRAFICA PER L’ELENCO CON LOGHI DEI BROWSER*
  • DuckDuckGo: rispetto agli altri motori di ricerca, offre un maggiore rispetto della privacy dell’utilizzatore e può quindi essere considerato l’alternativa “sicura” per chi si preoccupa per i propri dati personali.

3 fattori che influenzano la SEO

Ti abbiamo parlato della presenza di oltre 200 fattori che possono influenzare il posizionamento del tuo sito web sul motore di ricerca. Cominciamo a discutere i 3 più importanti:

  1. Autorità
  2. Rilevanza
  3. User Signals

L’autorità fa riferimento a come il tuo sito viene percepito dagli utenti e da altri siti. Più risulterà autorevole e affidabile, meglio potrai posizionarti nei risultati di ricerca. Ma come costruire l’autorità? Dovrai farti notare da altri siti altamente qualificati nel tuo stesso settore, spingendoli a nominarti all’interno delle loro pagine per mezzo di link diretti al tuo dominio. Google noterà questi link e accrescerà il tuo punteggio, considerandoti una figura autoritaria nel tuo ambito.

La rilevanza indica quanto i tuoi contenuti sono pertinenti rispetto alle ricerche degli utenti. Se sarai in grado di rispondere esattamente alle loro domande, verrai premiato con un incremento del tuo punteggio e ti posizionerai meglio nei risultati di ricerca. Preoccupati di realizzare articoli e pagine di valore, che contengano informazioni di qualità e che soddisfino tutte le esigenze del consumatore.

Gli User Signals esprimono invece le sue sensazioni quando atterra sul tuo sito, quindi la sua percezione delle tue pagine web. Se le abbandonerà dopo essere appena atterrato, significa che c’è stato qualcosa che non ha funzionato o che lo ha influenzato negativamente. Potrebbe trattarsi della velocità di caricamento molto bassa, della disposizione confusionaria degli elementi all’interno della pagina o di altri fattori.

I 3 elementi da valutare per interpretare gli User Signals sono:

  • CTR (Click Through Rate): il numero di utenti che cliccano sulla tua pagina tra i risultati di ricerca. Se tale percentuale è bassa, significa che il titolo o la descrizione scelta sono poco convincenti o non corrispondono a ciò che gli utenti stessi stanno cercando
  • Frequenza di rimbalzo: indica il tasso di abbandono della pagina da parte dei visitatori che l’hanno appena aperta. Se escono immediatamente, significa che dovrai sistemare qualcosa.
  • Tempo di permanenza: la durata delle sessioni sul tuo dominio. Se si tratta di tempistiche brevi, probabilmente hai incluso pochi contenuti, oppure li hai disposti nel modo sbagliato

Se riuscirai a valorizzare l’autorità, la rilevanza e gli User Signals delle tue pagine web, avrai la strada spianata per poter soddisfare anche agli altri fattori che influenzano il posizionamento su Google. In caso contrario troverai maggiori difficoltà nel compiacere l’algoritmo del motore di ricerca e dovrai impiegare più energie. A te la scelta!

Gli obiettivi della SEO

Cosa può offrire la SEO al tuo sito? Che risultati puoi ottenere? Quali problemi puoi risolvere? La SEO si prefissa di raggiungere principalmente i seguenti obiettivi:

  • Visibilità
  • Traffico
  • Conversione

In che modo vuole raggiungerli? Intercettando la cosiddetta domanda consapevole, ovvero tutti quegli utenti che cercano attivamente le soluzioni al loro problema sul web. Non sei tu ad interromperli per proporgli la tua offerta, sono loro a cercare te sul motore di ricerca. Quindi la probabilità di convincerli ad acquistare diventa molto più alta. Non sarai l’unico a voler proporre una risposta alle loro esigenze, altri professionisti tenteranno questa strategia e quindi dovrai essere più bravo di loro.

Posizionarti tra i primi risultati ti permetterà di intercettare un maggior numero di utenti. Questo porterà a un grande aumento di traffico al tuo sito web e quindi a un incremento della tua visibilità. Il tuo brand diventerà più conosciuto sia ai potenziali clienti sia ad altri professionisti, i quali potranno decidere di collaborare con te per ottenere maggiori guadagni.

Una diretta conseguenza sarà l’aumento delle conversioni (o per meglio dire, delle vendite). Si tratta di una crescita proporzionale: più persone visiteranno il tuo sito, più saranno i soggetti che decideranno di completare l’acquisto.

Questi non saranno gli unici vantaggi. Il posizionamento SEO può richiedere molti mesi, ma una volta che avrà raggiunto i giusti livelli, la strada diventerà in discesa e il tuo duro lavoro verrà ripagato da una rendita passiva. I contenuti realizzati continueranno a veicolare il traffico al tuo dominio e il tuo compito si ridurrà a una semplice fase di gestione e monitoraggio dei risultati. Niente male!

Scopri di più sulla domanda consapevole

I due tipi di SEO

La SEO può essere classificata in due grandi categorie:

  • SEO on-site
  • SEO off-site

La prima comprende tutte quelle azioni di ottimizzazione che vengono svolte direttamente sul sito web, mentre la seconda si occupa principalmente di sviluppare l’autorità del dominio per mezzo dei link ad altri siti.

Entrambe le categorie sono indispensabili, dovrai combinarle per poter raggiungere il successo. Nei prossimi paragrafi analizzeremo la loro funzione e i fattori ad esse correlati, per darti un’idea del percorso che dovrai seguire per ottenere grandi risultati.

SEO on-page

La SEO on-page riguarda tutti gli elementi che compongono il tuo sito web e che devono essere ottimizzati per migliorare l’esperienza di navigazione dell’utente, oltre a facilitare i processi di scansione, indicizzazione e posizionamento del motore di ricerca.

Ecco alcuni di questi elementi:

Dominio

È l’indirizzo che porta al tuo sito web. Verrà preso in considerazione da Google per verificare le seguenti attributi:

  • Informazioni basilari sul dominio: nome del dominio, a chi appartiene, da quale compagnia è gestito
  • Storia del dominio: precedenti proprietari, archivio degli eventi

Non è detto che il nome del tuo dominio debba corrispondere esattamente a quello della tua azienda. Potrebbe avere più senso scegliere un altro nome, che rappresenti esattamente il business di cui ti occupi e allo stesso tempo le esigenze della tua clientela. Per esempio, se lavori nel settore della bigiotteria artigianale, potresti pensare di chiamare il tuo sito “gioielli-personalizzati.it”, così da attirare immediatamente gli utenti che cercano questo argomento.

Architettura delle informazioni

È l’organizzazione dei contenuti del tuo sito. Viene anche definita “alberatura” e deve essere sviluppata sia orizzontalmente sia verticalmente. Cosa significa? Che dovrai preoccuparti di realizzare categorie e sotto-categorie per creare una struttura gerarchica verticale che dall’alto scende verso il basso, e allo stesso tempo dovrai collegare tra loro i diversi argomenti per generare dei collegamenti orizzontali tra categorie diverse.

Inoltre dovrai evitare i contenuti duplicati, ovvero la presenza di due o più pagine esattamente identiche tra loro. Questo fattore non è visto di buon occhio dai motori di ricerca.

Menu

Il menu principale e i menu secondari dovranno essere organizzati in modo logico e intuitivo. Questo faciliterà la navigazione ai visitatori e allo stesso tempo permetterà a Google di scansionare più facilmente il tuo sito web, identificando immediatamente gli argomenti delle varie sezioni.

URL

Gli URL sono gli indirizzi che identificano le pagine web per distinguerle tra loro e renderle raggiungibili dagli utenti. Sono il primo elemento preso in considerazione dai motori di ricerca per indicizzare i siti, per tale motivo dovrebbero rifletterne la struttura e la suddivisione nelle diverse categorie.

Possiamo classificarli in due gruppi:

  • URL statici: brevi, senza caratteri speciali, ottimizzati per una specifica parola chiave
  • URL parametrici: contengono dei parametri variabili, infatti vengono anche detti “dinamici” per distinguerli da quelli statici. Questi parametri sono rappresentati da un punto interrogativo che cambia in base alla ricerca dell’utente.

Gli URL parametrici non sono particolarmente apprezzati da Google poiché portano alla creazione di una serie di contenuti duplicati, inoltre i caratteri speciali potrebbero spingere gli utenti a ritenerli poco affidabili. Quindi se vuoi ottimizzare la SEO del tuo sito, ti consigliamo di utilizzare principalmente URL statici.

TLD

Il TLD è l’estensione finale dell’URL del dominio. Ne esistono due tipi diversi:

  • ccTLD: le prime due lettere significano “country code”. Si tratta di tutte quelle estensioni utilizzate per i siti che operano su scala nazionale, come ad esempio “miosito.it” (Italia) o “mysite.en” (Inghilterra). L’introduzione di nuove lingue per espandersi all’estero richiede lo sviluppo un altro sito con l’estensione relativa al nuovo paese a cui vuoi rivolgerti. Questo fattore imprime molta forza al tuo brand dal punto di vista della localizzazione, ma allo stesso tempo richiede una gestione molto più dispendiosa per la presenza di più siti.
  • gTLD: la g significa “generic”. Sono estensioni utilizzate da chi intende espandere il proprio business a livello internazionale. L’esempio più classico è “miosito.com”. Sfruttano delle sottocartelle per suddividere le diverse lingue supportate dal tuo sito (es. “miosito.com/it”), permettendoti di gestire più facilmente la tua attività per mezzo di un unico sito.

Esistono altre varianti di queste estensioni, tra cui la possibilità di realizzare un sito gTLD con sotto-dominio (es. “it.miosito.com) o un sito gTLD con parametri. Quest’ultimo possiede un URL dinamico che cambia in base al parametro corrispondente alla lingua scelta (es. “miosito.com?lang=it”). Entrambe le soluzioni vengono però sconsigliate da Google stesso, motivo per cui ti intimiamo di utilizzarle solo se strettamente necessario.

Interlinking

Gli interlink sono quei collegamenti che mettono in relazione tra loro le pagine di uno stesso sito e che consentono di realizzarne la struttura orizzontale. Oltre ad agevolare la scansione ai crawler di Google (i software che scandagliano il web) migliorano l’esperienza dell’utente grazie a una navigazione più fluida.

Contenuti testuali

I testi presenti nel tuo sito dovranno essere sempre aggiornati e dovranno contenere le parole chiave cercate dagli utenti. Suddividendoli in paragrafi li renderai più leggeri e piacevoli da leggere, mentre il motore di ricerca impiegherà meno tempo ad analizzarne il contenuto. Questo vale anche per:

  • Titoli
  • Descrizioni
  • Articoli
  • Menu
  • Tag Title e Meta Description

Il Tag Title è il titolo della pagina web che compare nei risultati di ricerca e che dovrà convincere i consumatori a cliccare. Viene accompagnato dalla Meta Description, che aggiunge ulteriori informazioni sul contenuto che si troverà all’interno della pagina stessa.

Scopri come ottimizzare i contenuti per la SEO

Sito responsive

Google dà sempre maggior valore ai risultati mobile. Questo perché al giorno d’oggi la maggior parte degli utenti naviga da telefono, quindi è necessario che il tuo sito sia ottimizzato per adattarsi al dispositivo utilizzato dai consumatori.

Per verificare questa funzionalità puoi servirti di Mobile Friendly Test, un programma fornito da Google stesso che analizza la responsività del sito web e ti suggerisce gli accorgimenti necessari a migliorarne le prestazioni.

Protocollo di sicurezza HTTPS

Dopo gli ultimi aggiornamenti, Google segnala come non sicuro ogni sito che non dispone del protocollo di sicurezza HTTPS. Per ottenerlo è necessario ottenere un certificato SSL, fornito da molte compagnie di hosting.

La sua mancanza può portare a una penalizzazione da parte del motore di ricerca, oltre a dare un’impressione negativa agli utenti a causa del messaggio che li avverte di essere atterrati su un dominio non sicuro.

Velocità di caricamento

Se il tuo dominio non si carica velocemente, gli utenti non impiegheranno molto prima di abbandonarlo per cercare informazioni da un’altra parte. Il tempismo è tutto!

Alleggerisci le pagine del tuo sito per ridurre i tempi di caricamento, ottimizza le immagini affinché non pesino oltre i 100 KB ed evita di utilizzare troppi plugin nel tuo software di progettazione di siti web.

Scopri come ottimizzare le immagini per la SEO

In seguito potrai controllare i risultati di questi interventi utilizzando Page Speed Insights, un programma fornito direttamente da Google che consente di analizzare la velocità di caricamento del tuo sito per migliorarlo ulteriormente.

SEO off-page

La SEO off-page si concentra principalmente sulla link bulding, ovvero la costruzione di una rete di collegamenti con altri siti web autorevoli. Tali collegamenti vengono chiamati “backlink”.

Devi sapere che il tuo posizionamento cresce in proporzione al numero di link entranti al tuo sito e al loro valore autoritario. Questo significa che più siti inviteranno i loro utenti a raggiungere il tuo, più la tua figura assumerà importanza agli occhi di Google.

Però non si tratta solo di questo. Questi “referenti” dovranno trattare argomenti correlati al tuo business, altrimenti l’autorità trasmessa non sarà così significativa. Allo stesso tempo, se il tuo referente sarà un sito famoso e autorevole, il suo link entrante avrà un peso molto maggiore rispetto a un altro dominio completamente sconosciuto.

Semplifichiamo il discorso con un esempio pratico. Immagina di essere il proprietario di un’azienda che offre servizi di progettazione di software. Se una parrucchiera inserisce un link che rimanda al tuo sito nel suo blog di acconciature, la sua opinione non avrà grande rilevanza. Ovviamente apprezzerai il fatto che abbia deciso di nominarti nel suo dominio, ma il suo settore professionale è completamente diverso dal tuo, quindi non ti darà un grande aiuto. Se invece il tuo referente è Microsoft, la sua pertinenza e la sua autorevolezza avranno un enorme impatto positivo sul tuo posizionamento SEO.

Link che non servono per la SEO

Non tutti i link vengono considerati utili per la SEO. Alcuni vengono ignorati o sminuiti da Google, che li considera poco rilevanti:

  • Interlink (collegamenti tra pagine dello stesso sito)
  • Link provenienti dai social media
  • Link provenienti da comunicati stampa
  • Link inseriti nei commenti dei blog

Quando inizierai il tuo percorso di link building, potrai quindi concentrarti sugli elementi veramente importanti per il motore di ricerca, evitando di spendere tempo ed energie per quelli che non sono indispensabili.

Link che servono per la SEO

I backlink che dovrai generare per migliorare il tuo posizionamento su Google sono i seguenti:

  • Guest Blogging
  • Digital PR
  • Influencer Marketing
  • Iscrizione alle directory online

Il Guest Blogging consiste nel collaborare con blogger e articolisti esterni per la realizzazione di contenuti sul tuo sito web. Tu stesso potresti assumere il ruolo di Guest Blogger pubblicando articoli per altri siti più autorevoli, così da incrementare la tua visibilità.

Il Digital PR (Public Relationship) consiste nel promuovere un prodotto o un servizio avvalendosi del supporto di altre figure professionali che trattano il tuo stesso ambito. Queste relazioni digitali ti consentono di accrescere la tua autorevolezza e di stringere nuovi rapporti lavorativi con soggetti che hanno obiettivi simili ai tuoi.

L’Influencer Marketing è una diretta conseguenza del Digital PR, in cui si instaurano collaborazioni con influencer che si rivolgono allo stesso target che vorresti raggiungere.

Le directory online sono invece dei veri e propri registri che contengono gli indirizzi dei diversi siti web. Iscrivendoti nella sezione apposita, aumenterai la fiducia del pubblico che ti troverà tramite esse. 

Google My Business

Oltre ad essere un fattore SEO off-page, Google My Business è l’elemento chiave della Local Seo. Di cosa si tratta? È il posizionamento sui motori di ricerca legato alla localizzazione geografica. Quando un utente cerca un servizio nelle vicinanze, Google restituirà le aziende che si trovano nelle zone limitrofe mostrandone la posizione sulla mappa. Google My Business è proprio questo.

Per battere la concorrenza locale dovrai curarlo nel dettaglio, svolgendo le seguenti azioni:

  • Valorizza le recensioni
  • Specifica i dettagli dell’azienda (orari, indirizzi di contatto, prodotti)
  • Inserisci le immagini (aumentano la fiducia e attirano l’attenzione)
  • Aggiungi dei post

Se il tuo obiettivo è di avere grandi risultati a livello locale, questi accorgimenti ti consentiranno di realizzare il perfetto profilo Google My Business ed i clienti non tarderanno ad arrivare.

Scopri cosa serve per ottimizzare il tuo sito per la SEO locale

Come fare SEO

Ti abbiamo parlato di come funziona la SEO, di quali sono i suoi obiettivi e dei fattori che influenzano l’algoritmo di Google. Ora che conosci la teoria, è il momento di applicarla!

Quali e quante competenze dovrai possedere per svolgere la SEO al meglio? Discutiamo le più importanti.

Audit SEO

Consiste nella capacità di saper identificare e analizzare le criticità di una strategia SEO in corso, per poi sviluppare tutti gli accorgimenti necessari per migliorare il posizionamento.

Analisi dei competitor e delle keyword

Dovrai imparare a studiare il mercato per individuare i tuoi concorrenti e capire come si muovono. In questo modo potrai capire come posizionare al meglio il tuo prodotto/servizio sfruttando i punti deboli della concorrenza e valorizzando le tue potenzialità.

Allo stesso modo dovrai fare con le keyword: è fondamentale definire quali parole utilizzano i tuoi potenziali clienti per cercare prodotti e informazioni sul motore di ricerca. Così facendo sarai in grado di intercettare gli utenti nel posto giusto, al momento giusto e col messaggio giusto.

Scopri come scegliere le parole chiave per la SEO

Monitoraggio e reportistica

Nel digital marketing è indispensabile saper misurare e monitorare i dati. Tutto ciò che è misurabile può essere migliorato, quindi preoccupati di controllare periodicamente le prestazioni del tuo sito per verificare il corretto raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Strumenti per la SEO

Esistono molti programmi che ti aiutano a fare SEO. Tra questi:

  • Strumenti per la scansione: ti permettono di analizzare i dati del tuo sito web e scoprire gli elementi SEO che puoi migliorare. Alcuni esempi sono Deep Crawl e Screaming Frog
  • Strumenti per la ricerca delle keyword: programmi avanzati per individuare le parole chiave adatte ai tuoi obiettivi (es. SemRush)
  • Strumenti per l’analisi del traffico: Google Analytics, Google Search Console e Tag Manager. Sarai in grado di conoscere i visitatori del tuo sito e le loro caratteristiche
  • Strumenti per l’analisi dei backlink: ti aiuteranno a scoprire il valore dei link relazionati al tuo sito. Potrai valutare se sono una fonte di autorità oppure se vanno ottimizzati. (es. Ahrefs)
  • Estensioni Google Chrome: Estensioni del browser che consentono di eseguire velocemente varie operazioni, tra cui verificare l’implementazione di Tag Manager nel tuo sito o testare le prestazioni dello stesso in assenza di Javascript

La conoscenza di tutti questi strumenti e di tutte le competenze elencate ti consentirà di realizzare la perfetta strategia SEO per il tuo business. Non si tratta di un apprendimento immediato, richiede tempo, impegno ed esperienza. Se sarai in grado di soddisfare tali esigenze, i risultati non tarderanno ad arrivare.

Conclusione

La SEO è un’arma molto potente. Potremmo paragonarla a un’enorme rete da pesca: i quadretti che la compongono corrispondono agli elementi che ti abbiamo esposto in questo articolo, più la espanderai e maggiore sarà il pescato. Ma se non sarai bravo a costruirla (ad esempio lasciando dei buchi o usando materiali non adatti), la rete farà scappare tutti i pesci e tu resterai a bocca asciutta.

Inoltre dovrai preoccuparti di agire rispettando le regole imposte dall’autorità marittima (Google) che altrimenti ti punirà con pesanti sanzioni (la penalizzazione del posizionamento del tuo sito, o nei casi gravi la rimozione dello stesso dai risultati di ricerca).

Quindi che fare? Dipende da cosa vuoi ottenere. Se il tuo obiettivo è di fare una semplice battuta di pesca, ti basteranno canna e filo. E non aspettarti che abbocchino chissà quanto! Ma se vuoi raggiungere i veri successi derivanti dalla SEO, il nostro consiglio è di affidarti a dei lupi di mare che sappiano esattamente come muoversi per catturare i tuoi potenziali clienti.

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